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| SERVER 1 | SERVER 2 |
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Entrambe le macchine hanno i dischi suddivisi in tre partizioni (oltre alla swap):
Le partizioni dati /dev/hda2 e /dev/hda3 sono esportate via NFS tra le due macchine, e vengono montate in rispettive sottocartelle di /mnt all'avvio in entrambi i sistemi. Tramite questa condivisione, i dati modificati dalle applicazioni di un server vengono replicati sulle corrispondenti partizioni dell'altro server. Si viene così a creare un mirror virtuale, in modo che i due sistemi risultino costantemente sincronizzati sia come dati che come configurazioni.
In entrambe le macchine è installato il servizio Heartbeat. Questo demone comunica tra le due macchine tramite una sottorete dedicata, come nello schema sottostante.
Oltre alle schede di rete (eth0) che comunicano con la rete locale e con l'esterno, tra i due server è attiva una sottorete basata su altre due schede (eth1) collegate da un cross cable. Tramite questa sottorete avviene la replicazione dei dati di cui al punto precedente.
Un cavo seriale null modem è collegato alle porte /dev/ttyS0 di entrambe i server. Tramite questo, Heartbeat controlla 'il battito del cuore' (da cui il nome) dei due server, ad intervalli di due secondi. Appena uno dei due cessa di 'battere', Heartbeat sul server rimanente esegue un IP takeover, ovvero si assume gli indirizzi IP ed il nome macchine del server defunto, rilancia il servizio di rete ed attiva su di sè i servizi che erano presenti sull'altro sistema.
Il tocco finale di questa installazione prevede una seconda seriale (qui /dev/ttyS1) su entrambe le macchine, collegata ad incrocio ad un gruppo di continuità alimentante l'altro server. Mediante l'aggiunta dell'utility STONITH (shoot the other node in the head!) presente nel pacchetto di Heartbeat, è possibile, in caso di failover, far sì che il server rimasto tolga letteralmente la corrente all'altro, dopo averne preso in carico i servizi. Questo evita un eventuale ed inatteso 'ritorno in vita' del server defunto con conseguente conflitto di IP e di porte (almeno, fino a che un amministratore non provvede a ripristinare la situazione iniziale).
I due server hanno anche un'unità IDE a cassetto rimovibile. Su questa possono essere montati hard disk identici a quelli presenti nelle due macchine, con lo stesso partizionamento. Ad intervalli prefissati, uno script controllato da cron su entrambi i server, verifica la presenza del cassetto, e se presente, provvede a montarne le partizioni ed eseguire un backup incrementale dell'intero sistema e dei dati. Il cassetto può essere montato indifferentemente sull'una o sull'altra macchina, o anche su entrambe, essendo i dati comunque replicati costantemente.
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